sabato 25 febbraio 2012

Marijuna:usi terapeutici e curiosità

In un blog in onore della memoria di un medico e gestito da uno studente di medicina non poteva mancare un tema di questo genere :)


Marijuana si riferisce alle infiorescenze femminili essiccate delle piante di Cannabis appartenenti preferibilmente, ma non necessariamente, al genotipo THCAS (volgarmente "canapa indiana"). In tutte le varietà di canapa sono contenute in effetti, in concentrazioni e proporzioni variabili, diverse sostanze stupefacenti psicoattive, tra cui la principale è il Δ9-tetraidrocannabinolo. Le varietà da cui ricavare marijuana vengono selezionate per avere un maggiore contenuto di queste sostanze mentre il contrario avviene per le varietà coltivabili legalmente, per le quali un limite a questo contenuto viene fissato per legge. Il materiale vegetale o i preparati che contengono in misura apprezzabile sostanze psicoattive sono considerate "droghe leggere".

 

Il termine "marijuana" è il nome comune col quale in Messico viene indicata tale pianta quando destinata a ricavarne sostanza stupefacente. L'uso del termine marijuana si è poi diffuso in tutto il mondo veicolato dai media fin dalla prima metà del secolo scorso. Sono innumerevoli in Italia ed all'estero i termini gergali, regionali o subregionali, che identificano la marijuana e l'hashish.

Nel gergo comune, per marijuana si intendono le infiorescenze delle piante femminili essiccate e conciate per essere fumate, benché il fumo non sia l'unico veicolo dei cannabinoidi, essendo liposolubili. I metodi di assunzione alternativi a quello tradizionale prevedono ad esempio l'infusione nel latte, nel burro o in altri lipidi nei quali si possano sciogliere i cannabinoidi attivi (THC).
Dalle infiorescenze si ricava anche una particolare resina lavorata la cui consistenza può variare da solida a collosa in relazione alle modalità di produzione (l'hashish).
La foglia di canapa, simbolo mediatico della marijuana, non si fuma poiché povera in principi attivi e ricca di clorofilla che inasprisce il tipico sapore dolciastro delle infiorescenze.
Ganja è il termine in lingua creolo giamaicana utilizzato per indicare la marijuana, erba ritenuta dai rastafariani indispensabile per la meditazione e la preghiera.
Negli anni '30, l'antropologa Sula Benet ha evidenziato la possibilità che gli antichi israeliti facessero un uso sacrale della cannabis, desumendo l'informazione dai versetti della Bibbia in cui si parla di kaneh bosm.La crema di hashish è usata per scopi meditativi anche dai Sadhu indiani, da molti monaci buddhisti in Nepal e, in generale, nella zona himalayana.

Effetti indotti

Gli effetti indotti dall'uso di marijuana sono svariati, hanno differente intensità a seconda del soggetto, dalle circostanze psico-fisiche in cui la si assume, dalla contemporanea assunzione di alcool o altre sostanze psicoattive, dall'assuefazione del consumatore e dalla quantità di principio attivo (THC) assunta e della composione chimica della specie presa in esame, ad esempio le specie con alti valori di CBD e moderati o bassi livelli di THC hanno effetti localizzati principalmente sul fisico, apportando analgesia e rilassamento, caratteristiche che la rendono preferibile rispetto ad altre per uso terapeutico; i principali effetti possibili sono:
  • analgesia;
  • sonnolenza
  • diminuzione della pressione intraoculare ed endooculare;
  • attenuazione della reattività fisica e mentale;
  • temporaneo abbassamento o innalzamento della pressione sanguigna;
  • effetto leggermente euforizzante o sedativo;
  • aumento del battito cardiaco;
  • rilassamento muscolare;
  • broncodilatazione;
  • aumento dell'appetito, soppressione della sensazione di sazietà (comunemente detta "fame chimica");
  • se assunta in ingenti quantità, nei soggetti predisposti, può provocare stati d'ansia;
  • in soggetti con psicopatologie latenti, in grosse quantità, anche se è raro, può scatenare queste stesse.
Consumatori abituali riferiscono che in alcuni soggetti questi effetti tendono a scomparire o attenuarsi, probabilmente per via dell'instaurarsi di un certo grado di tolleranza specifica.Se da una parte vi è una certa azione cancerogena causata dal fumo indipendentemente dalla sostanza fumata, dall'altra molti cannabinoidi hanno proprietà antitumorali. Non è ancora chiaro se fumare marijuana aumenti o diminuisca il rischio di cancro. Inoltre, l'uso di tali sostanze può provocare, nei soggetti ove siano già presenti a livello latente, effetti quali: disorientamento e forte opacità cognitiva, apatia (in caso di assunzione prolungata), euforia, maggiore sensibilità ai colori, sonnolenza.
In quei paesi nei quali è consentito l'uso medicale di questa sostanza, si cerca di proporre all'utilizzatore l'impiego di apparecchi atti a ridurre il danno da fumo, come ad esempio vaporizzatori che evitano la combustione delle infiorescenze estraendone, comunque, i cannabinoidi.
Al pari di ogni altra molecola attiva, anche gli effetti collaterali dei cannabinoidi sono in stretta relazione col metabolismo e con le dosi assunte dal soggetto. Ad esempio: la nausea è uno degli effetti collaterali che si presenta con maggiore frequenza ad alti dosaggi, nonostante una delle applicazioni terapeutiche sia legata proprio alle proprietà antiemetiche di alcuni tra i princìpi attivi. Uno studio dei dottori Thomas F. Densona dell'University of Southern California e Mitchell Earleywineb dell'University of New York ha mostrato una diminuzione della depressione nei consumatori di cannabis.
L'assunzione di questi derivati può avere interazioni con farmaci. Un ulteriore e recente studio statunitense ha comunque escluso danni cardiaci dovuti ad un utilizzo anche non moderato dei principi attivi della canapa indica.
I vari effetti, come detto in precedenza, possono essere condizionati in maniera influente anche da due fattori psicologici: il set (lo stato d'animo di chi consuma) e il setting (la compagnia con cui si trova ed il luogo dove si trova il consumatore). Nel marzo 2007 la rivista scientifica The Lancet pubblica uno studio che evidenzia minore pericolosità della marijuana rispetto ad alcool, nicotina o benzodiazepine. Tuttavia in alcune nazioni, principalmente in Gran Bretagna, sono comparse alcune varietà con una concentrazione di THC superiore alla media che possono portare, in soggetti predisposti, alla comparsa sempre più frequente, tra gli effetti collaterali, di uno stato simile all'ubriachezza con tutti gli svantaggi sensoriali e mentali che esso comporta. Attualmente si stanno conducendo studi sugli effetti dell'esposizione prenatale alla marijuana, che pur escludendo l'aumento di patologie perinatali (parto prematuro, basso peso alla nascita) hanno riscontrato effetti sullo sviluppo delle cellule del sistema nervoso nella corteccia prefrontale e nell'ippocampo. Clinicamente questi bambini presentano deficit dell'apprendimento, problemi della socializzazione e turbe comportamentali (simili, nei casi più gravi, alla sindrome alcolica fetale), che compaiono in età scolare. Tuttavia, altri studi avrebbero evidenziato che l'esposizione moderata ai cannabinoidi della marijuana durante la gravidanza diminuirebbero della metà il rischio di morte alla nascita.

Usi terapeutici 

Sciroppo per uso medico (U.S.A.).
Vaporizzatore con tubo flessibile
La canapa indiana è usata per contrastare la diminuzione dell'appetito nei pazienti affetti da AIDS e da cancro e per diminuire la nausea derivata dai trattamenti chemioterapici e dalle irradiazioni. Inoltre causa un effetto positivo sui soggetti affetti da dolori cronici, da sclerosi multipla (diminuzione del rigore muscolare) e sulla sindrome di Tourette. Ad oggi, come accade per la maggioranza delle molecole attive presenti sul mercato, sono ancora in corso studi che accertino la validità di questi effetti, non esistendo alcuna prova definitiva ed univoca che dimostri l'efficacia dell'impiego medico; tuttavia milioni di consumatori nel mondo - anche affetti da gravissime patologie - attestano di ricevere benefici dai principi attivi della pianta, utilizzata in medicina da migliaia di anni e presente nella farmacopea ufficiale fino alla metà del '900.
Le applicazioni possibili accertate e le conseguenti sperimentazioni hanno per oggetto:
  • Inappetenza da farmaci chemioterapici.Efficacia provata dalla pratica medica dì routine; centinaia di migliaia dì dosi di THC sintetico (Marinol) sono state prescritte ogni anno dagli oncologi USA.
) anche se non sembra avere gli stessi effetti della marijuana assunta nel suo stato naturale (fumato o ingerito) poiché il Δ9-tetraidrocannabinolo è solo uno dei 460 composti chimici presenti nella cannabis.

La cannabis può essere usata contro (attenti però perchè la cannabis non è legale in Italia e da una forte dipendenza,l'uso è legale con la prescrizione medica):
  • Epilessia. In sostituzione di farmaci anticonvulsivi, che hanno gravi effetti secondari anche sull'umore. Efficacia provata in qualche caso
  • Sclerosi multipla. In sostituzione di farmaci tranquillanti ad alte dosi, con rischi di letargia e dipendenza fisica. Efficacia sperimentata in molti casi. Non è comunque il farmaco di elezione per gli spasmi; solo in pochi casi si è evidenziato un miglioramento secondo la scala di AshWorth.
  • Anoressia. Forte stimolante dell'appetito.
  • Glaucoma.La marijuana diminuisce la pressione interna dell'occhio del 25-30% in media, a volte fino al 50%. Alcuni cannabinoidi non psicotropi, e in misura minore, anche alcuni costituenti non-cannabinoidi della canapa diminuiscono la pressione endo-oculare.
  • Asma. la marijuana ha capacità broncodilatatorie, per evitare il danno da fumo, si utilizzano particolarmente in questi casi i vaporizzatori.
  • Staphilococcus aureus. I principi attivi utilizzati sono risultati efficaci anche contro ceppi resistenti alla meticillina.
  • Cancro. Donald Tashkin, della University of California, ha recentemente svolto una ricerca che dimostrerebbe la minore incidenza di cancro ai polmoni in soggetti che assumono abitualmente cannabis rispetto a quella riscontrata in soggetti non fumatori. Robert Malamede, dell'Università di Colorado Springs, sostiene che la marijuana, già impiegata come antiemetico, sarebbe persino in grado di uccidere le cellule cancerogene. Ad ogni modo le posizioni non sono convergenti.
In Olanda, in Spagna, in Canada e in undici stati degli USA l'uso della cannabis a scopo medico è già consentito, in altri paesi europei ed extraeuropei l'argomento è al centro di accesi dibattiti sia sul piano scientifico che su quello etico. Principale studioso e promotore dell'uso terapeutico della Cannabis e della sua decriminalizzazione è il Professor Lester Grinspoon, psichiatra e professore emerito dell'Università di Harvard. In Italia,approfonditi studi in materia sono stati effettuati dal neuropsichiatra prof. Gian Luigi Gessa e dal dott. Giancarlo Arnao.

 

note:
genotipo:per genotipo in biologia generale intendiamo l'impostazione genetica di una specie vivente.L'uomo,per esempio ha un genotipo che si esprime facendo si che si generino organi,quali ossa,muscoli etc. e fà si che essi svolgano determinate funzioni come la contrazione dei muscoli,l'assorbimento di acqua da parte dei reni e l'espulsione di ioni e tossine da parte degli stessi.Il genotipo del maschio della soecie umana è XY,nella femmina,invece,è XX.

Δ9-tetraidrocannabinolo:si legge delta nove tetra-idro-cannabinolo.E' noto in medicina come il principio attivo (cioè la sostanza che ha effetti sul corpo) della cannabis.

analgesia:termine medico che deriva dal greco,e che significherebbe oggi "mancanza di dolore".Le sostanze analgesiche oggi usate vengono sfruttate quindi come antidolorifici.Analgesico infatti significa antidolorifico.


pressione intraoculare ed endooculare:si riferisce alla pressione interna dell'occhio.L'occhio in se è ripieno di due sostanze:una simile ad un gel detta "umor vitreo" ed un'altra "liquida" detta "umor acqueo".L'umor vitreo fa mantenere all'occhio la sua forma particolare che potremmo dire sia sferica (ma in realtà non è proprio così!).Ci sono malattie come il glaucoma che fanno aumentare la pressione interna dell'occhio come il glaucoma (tranquilli,nonostante il nome non è un tumore!):la marijana riesce in piccola parte a diminuire questa pressione eccessiva,dovuta per lo più a malattie di natura vascolare (cioè,causate da malattie dei vasi sanguigni).

euforia:condizione neuropsicologica dove possiamo semplicemente dire che:chi è euforico è semplicemente molto allegro e si sente in grado di fare tutto.

sedativo:l'effetto sedativo è dato da sostanze particolari di varia natura,si pensi dunque a quelli che volgarmente vengono chiamati calmanti.La cannabis ha dunque anche un'effetto sedativo.

broncodilatazione:i bronchi,che sono le vie aeree inferiori derivanti dalla trachea sono circondate da muscoli che non possono essere controllati dalla volontà dell'uomo.La cannabis con le sue sostanze imita lo stimolo del sistema nervoso autonomo simpatico,perciò in virtù di questo fatto i muscoli dei bronchi si dilatano cioè si allargano.


benzodiazepine:sono una classe di farmaci ansiolitici ("ansiolitico" significa  dal greco "che scioglie l'ansia",cioè che toglie l'ansia.In verità questi farmaci non tolgono l'ansia defnitivamente,ma sono delle sostanze che riducono le sensazioni sgradevoli dell'ansia o della depressione.In pratica il farmaco aiuta ma siete sempre voi che dovete combattere per rimuovere le cause dell'ansia.Perchè sia la cannabis che le benzodiazepine,rimuovono temporaneamente i sintomi dell'ansia,ma i medici non devono curare i sintomi,devono rimuovere la causa dei sintomi (cioè uno shock psicologico,la morte di una persona cara,le delusioni sentimentali o sul lavoro ecc.ecc.).


Epilessia:malattia di interesse dei neurologi;cioè i medici che si occupano delle malattie del cervello.E' caratterizzata da varie manifestazioni di tipo convulsivo dette crisi,abbiamo inoltre vari tipi di crisi delle quali in questa sede non è opportuno trattare.





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