giovedì 1 marzo 2012

Il castello di Castelnuovo:

Castello di Castelnuovo:

Ecco un altro argomento oscuro,su cui mai nessuno,probabilmente,farà mai luce.L'argomento è altresì doloroso,altresì,poichè i castelnovesi che hanno vissuto circa 2 secoli prima dinoi hanno distrutto il castellomaon biasimiamoli per favore,a quei tempi non esisteva una mentalità di "salvaguardia dei beni culturali",se così la possiamo,scherzosamente,definire.

Mi sono chiesto per anni come fosse fatto il castello del nostro ameno paesino.

Qualcuno poterbbe chiedersi:-"Ma tutti parlano di questo castello,ma siamo sicuri che sia davvero esistito?"-sarebbe in verità una domanda retorica a parere di molti,per vari motivi:

a)Il nome del nostro Paese è "Castelnuovo",il che la dice lunga anche perchè Castello deriva dal latino "castrum" (so' a che cosa pensate maliziosi!! :) :) ),che significa al singolare "accampamento,fortezza,o accampamento fortificato";

b)i più anziani hanno memoria dei racconti di coloro i quali sono vissuti prima di loro e che ad essi,che erano allora giovani,si è trasmessa la testimonianza orale dell'esistenza di una fortezza,o meglio "d' lu Castieddh'";

c)Nella Cronista Conzana nel capitolo riferito a Castelnuovo è presente la frase:-"...e il castello è munito di forte torre...";

Dai precedenti motivi molti ritengono di considerare veritiera l'affermazione che a Castelnuovo esisteva un Castello.

Ma vediamo un pò in dettaglio quali sono i documenti che mi permettono di affermare quanto scritto.

Nell'anno 2005,a 15 anni,mi trovavo a rovistare nella sconfinata biblioteca di mio padre e mi capitò di trovare un libro intitolato "Tiempos des Olympia" (mi pare!!),il quale parlava di come un castelnovese agli inizi del '900 portò il cinema in Colombia,inaugurando una delle sale da cinema più grandi del mondo (oltre 5000 posti a sedere!!),e nel testo,da me indecifrabile perchè in spagnolo,si parlava anche delle origini di quei Castelnovesi (che di cognome facevano Di Domenico).Sfogliando le pagine a caso,mi imbattei in una fotografia di inizio '900 che ritraeva via Roma vista da Santomenna e mi parve di intuire nelle scale cromatiche di grigi della foto la forma di una torre che evidenziai a matita.Entusiasta e desideroso di gloria,corsi a casa del signor Emidio Liloia,e gli chiesi di scannerizzare la foto (e a dire il vero anche lui fremeva,perchè io ero arrivato agitatissimo come se avessi scoperto la cura per l'AIDS).Ma purtroppo,nella foto non intravedemmo nulla,e inoltre a spegnere le mie speranze contribuì anche il prof. Francesco Di Geronimo,il quale si precipitò a casa per vedere,ma per poco non mi prese a schiaffi :-) ....

Oggi,con il senno di poi,posso assicurare che non esistono ne resti delle vestigia del castello nè immagini che documentino la sua esistenza.

In mancanza delle immmagini però,esistono fonti scritte che accertano l'esistenza del castello e magari ci può ispirare una sua immagine ideale.
A pagina 508 della Cronista di Conza,capitolo XXI (leggi capitolo ventuno),leggiamo che:-"[
...]In dicta Terra vi è comodo e forte Castello posto in luogo ameno per uso del barone di dicta Terra ed è munito di forte torre[...]"-ancora apprendiamo che-"[...]La Chiesa Maggiore è sotto il titolo di Madonna della Petrara[...]" la quale sembra si trovasse entro le mura del Castello ed inoltre-"[...]v'è un semplice beneficio sotto il titolo di San Giovanni Battista,jus potrando del Signor Barone [...] e sta' posto nel cortile del Castello[...]".

Poco possiamo apprendere dalle fonti scritte,ma "poco è meglio che niente".

Un castello sfrutta una forte torre per compiti militari quali la ricognizione e la vedetta sulla lunga distanza,cosa utile all'individuazione del nemico che avanzava a piedi o a cavallo lungo la pianura sottostante.Doveva trovarsi probabilmente sulla punta estrema della parte oggi scavata dagli operai (io ci sono salito con dei miei amici e v'assicuro che da là,già senza torre, si vede tutta la valle:terre e terre a perdita d'occhio,se c'andate da soli però è meglio,specialmente d'estate vi godete il sole sulla faccia,il silenzio e la vista da urlo che si gode da lassù:ah,che pace!!!).

I bastioni esterni (cioè le mura principali),secondo me dovevano coprire una buona area di quella zona,che va' dalla chiesa di San Nicola,e continuando in alto le mura si estendevano fino alla Chiesa della Madonna della Petrara,che come edificio risaliva al '300.

Immaginando il terreno scosceso di quell'area deduciamo che le mura dovevano essere estese e dovevano essere anch'esse "forti" come la torre,o almeno adeguate ed efficaci per la difesa da un nemico.
Non si può azzardare nessuna ipotesi sul periodo di edificazione del castello,e non oso farlo.Ma i più dicono che il castello potrebbe essere stato edificato intorno al periodo della terza Crociata tra il 1100 d.C. e il 1090 d.C.

Mio padre riteneva addirittura anteriore la sua origine:faceva risalire l'edificazione del castello all'età delle invasione Normanna dell'Italia Meridionale.Io,contro tutto e tutti,preferisco credere che non bisogni soltanto pensare al periodo di edificazione del castello stesso,ma pensare alle tappe che hanno portato alla evoluzione del fantomatico castello di cui tanto si parla nella tradizione orale.

Prima un -:"[...] propugnaculum Imperii[...]"-come diceva Cicerone(De Leg. Agr. II,27,B),infatti fu ritovato in località Serrone,negli anni '60 da un Gennaro studente al secondo/terzo anno di medicina,un pezzo di un laterizio romano (cioè un mattone piatto utilizzato dai romani per fare edifici "opus latericium" e strade ) che riportava il marchio da bollo romano con la scritta frammentaria "GLUS".In base ad una legge romana dell'anno 110 tutti i laterizi prodotti dalle fornaci dovevano avere "il marchio DOC" altrimenti non potevano essere venduti.Pertanto da questo ritrovamento potremmo pensare che ancor prima dell'età cristiana a castenuovo ci fosse una vedetta di Roma a guardia degli "oppida" nemici,cioè le città ed i villaggi (i pagus) appartenenti all'etnia sannitica degli Irpini.

Questa fortezza seguì poi,a mio parere,le tappe normali di evoluzione del Castello,dalla "Motta" fino al "Castellum" vero e proprio.

Concludendo una cosa è certa:da dei documenti raccolti da un impiegato municipale Castelnovese,tal Alessio Di Majo,siamo sicuri che il castello fu demolito nell'anno 1722.

I pezzi di muro rimasti furono definitivamente distrutti negli anni '50/'60 dal Sindaco "Matucc' Sandor'",ovvero Amato Santoro.

Ma il nome "Lu Castieddh'" rimane ancora oggi nella memoria di chi visse "a lu Paes' Viecchij'" ed infatti a volte sentiamo dire frasi del tipo:-"La bonan'ma d' XXX ab'tava 'ngoppa a lu Castieddh'".

4 commenti:

  1. Bravo Elio, certe cose devono saperle tutti.
    Continua così.....

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  2. PER ME IL CASTELLO CI E STATO PERCHE RICORDO QUANTERO BAMBINO ANDAVO ALA COSTA DU LU CASTIEDDE E TROVAVO MONETINE PUGNALI FORCHETTE ANCHE UNA BOMBA A MANO HO TROVATO TANTE ALTRE COSE BRAVO ELIO PER AVERE PUBLICATO QUESTO BELLO ARTICOLO CIAO A TUTTI

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    1. Grazie il tuo ricordo rende immortale la figura del castello che non c'è più

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