martedì 21 gennaio 2014

E io non lo sapevo!!!

Notiziona!!! Navigando su internet alla ricerca di qualche valido articolo scientifico decente, mi sono imbattuto in un "pezzo" di biologia molecolare, tra le cui note di riferimento ad opere e ricercatori riporta un cognome tipicamente castelnovese: Cozzarelli. Ovviamente poco credevo a questa coincidenza, ma qualcosa mi diceva di estendere la ricerca su Google, scrivendo il nome di questo ricercatore per esteso: Nicholas R. Cozzarelli. Detto fatto mi ritrovo come primo risultato un articolo commemorativo per un famoso medico americano, il quale ha origini castelnovesi. Ecco il link http://senate.universityofcalifornia.edu/inmemoriam/nicholasrcozzarelli.htm Costui è un grande uomo di svienza perchè ha scoperto l'attivita' di un enzima studiatissimo in biologia molecolare e che si chiama TOPOISOMERASI DI TIPO II. Io conosco bene l'enzima, il problema è che sapevo fosse stato scoperto (insieme a molecole simili!) da Wang e Gellert. In realtà i secondi hanno scoperto questa classe di enzimi, mentre il castelnovese ha scoperto a cosa serve. In sintesi e banalmente, tale enzima è implicato nei meccanismi di controllo della replicazione del DNA , regolando il meccanismo di introduzione alla rottura di un filamento singolo o doppio temporaneo, della doppia elica. L'enzima viene studiato dettagliatamente nei corsi delle facoltà mediche e biologiche(medicina, farmacia, biologia, biotecnologie ecc ecc.) Ha scoperto la capacità dell'antibiotico CIPROFLOXACINA di inibire l'enzima.

domenica 12 gennaio 2014

Una canzone su Castelnuovo e sugli emigranti

Una canzone molto efficace che riassume molto bene la vicenda di Castelnuovo dopo il sisma ed il cui tema resta attuale, che tutti dovrebbero conoscere è "Origine della vita". Tale canzone ha una storia letteraria, più che musicale. Essa nasce come poesia, almeno i primi versi, scritta non ricordo da chi, in cui si riassume un pò la storia del Castelnuovo dell'ondata migratoria tra fine '800 e primo cinquantennio del '900 in particolare. Osservando una certa musicalità non comune ad un poeta dilettante, il dr. Venutolo Gennaro Campiglio, abile musicista, credette opportuno di creare una melodia sulla base delle parole, creando effetti a dir poco sorprendenti. Ovviamente solo un vero competente potrà capire il connubio semplice ma perfetto, che contribuisce all'espressività di una canzone o vorrei dire di una poesia dapprima letta con accompagnamento musicale e poi divenuta canzone, che descrive un amore profondo per la propria terra d'origine e per il proprio popolo. Un amore, che non deve essere collegato alla presenza o meno di attività commerciali od un corso come a Napoli o a Salerno o a Roma, ma che è collegato a quello che deve essere un sentimento per quella che una volta era la volontá di vivere e continuare a combattere per casa propria, per la propria terra e per la propria vita. Volontà oggi quasi defunta per mancanza di volontà e per l'assenza di coraggio e fiducia per il futuro. La canzone con i suoi versi che riporterò al termine di questa analisi, descrive un particolare e semplice invito: cioè quello di non arrendersi e di continuare a perseverare.Perchè, anche se molti vogliono che Castelnuovo finisca per sempre o se lo augurano (non accorgendosi invece che ci sono individui da eliminare e distruggere, e non la Terra in cui si vive).Questo per il semplice motivo che nemmeno sanno cosa pretendere dalla propria vita e forse pretendono qualcosa dagli altri, come re assisi in trono serviti e riveriti. Rimboccarsi le maniche...una mano lava l'altra a questo mondo...creare occasioni (poichè intelligente non è colui che sa tutto, ma colui che sa cogliere le occasioni e sa crearsele): ecco il messaggio inviato dalla canzone. Il testo inoltre rispecchia una specie di poetica leopardiana: la rimembranza in questo testo è fondamentale,e come per Leopardi, il ricordare stesso era FARE poesia. Ovviamente bisogna chiedersi che genere di ricordi sono poeticamente validi. In questo caso il ricordo di un Castelnuovo che non c'è piú è qualcosa di poeticamente valido. Una nostalgia, un ricordo espresso da testo e melodia, che di fatto, rendono bene sensazioni antiche, tra cui immagini di gaiezza, e dolori; profumi e voci.Il piacere di riconoscere un volto nel fumo dei ricordi. Il dolore è determinato da un ulteriore memoria: quella del terremoto che "tremendo e cattivo", ha posto fine "a ciò che era" ed ha segnato l'incipit della decadenza che si è resa particolarmente lampante da circa 9 anni a questa parte. Con lo struggente ritornello e con un'opportuna scelta del ritmo, e degli accordi si esprime l'invito a "non morire" rivolto a chi ascolta: 1)nel ritmo (che ricalca ritmi di canzoni sudamericane di oltre 80 anni fa) e che quindi fanno pensare agli emigranti; 2)nei fraseggi si può cogliere invece la semplicità di Castelnuovo che è fonte della sua grandezza; inoltre la cosciente scelta dello strumento (la chitarra a 12 corde) permette di ottenere vibranti tonalità che entrano ed eccheggiano nello spirito se ci si lascia coinvolgere; 3) gli accordi hanno qualcosa di spagnoleggiante e di meridionale, e una costruzione di giri armonici (con La+ Mi+ La+ per le strofe,con l'aggiunta di un Re+ allo stesso giro armonico per i ritornelli con rialzi di tonalità) costituiscono qualcosa di "essenzialmente efficace". Il problema espressivo non si pone poichè la canzone è facilissima da interpretare opportunamente (almeno per chi ha un po' di emotività, fantasia, fervida immaginazione e capacità di immergersi nel mare dei sogni). Essa rappresenta da parte mia, l'invito a ricordarci chi siamo e di raccogliere un po' di energie che dovrebbero consentire, a noi che restiamo, di non vivere la fine di Castelnuovo. Questo perchè se non interveniamo ora che ci sono le avvisaglie della fine, potremmo non riprenderci mai più. Basta un po' di volontá e prestare le orecchie a certe persone che non vengono mai ascoltate. Io personalmente, anche se diventerò emigante per cause professionali, anche se non esisterà il Castelnuovo agonizzante nè quello ricostruito, ma esisteranno i ruderi, almeno potrò consolarmi: avró la mia villa di campagna come ultima testimonianza del paese più bello del mondo. Posterò 2 versioni della stessa canzone di cui una suonata e cantata da me. P.s.Io non voglio essere tra gli ultimi ad avere memorie del mio Paese e della mia gente. Ste c*****e lasciamole ai Mohicani. Origine della vita. Intro chitarra. I. Re+ La+ Mi+ La+ Origine della vita amico dell'infanzia Paese mio... (La+ Mi+ La+) Ti ergevi maestoso sulla collina da dove per decenni vedesti partire i tuoi figli per lontane terre poi per l'immensa Africa poi per le americhe e infine per l'europa... Essi ti hanno sempre onorato consapevoli della consegna del giorno del ritorno. Quanti di questi figli son ritornati un giorno per vederti così terribilmente colpito da un sisma tremendo e cattivo... Chorus. (Re+ La+ Mi+ La+) Per questi figli che di te facevano il centro del mondo, lo spettacolo è impressionante sembri agonizzante. Dai non morire anche tu già tanti tuoi cari son morti e tanti altri hanno ancora sempre bisogno di te della tua vita e di quest'altra gente che ti farà grande dai non andartene ci siamo noi i sopravvissuti (x2 volte)